Sulla lente e sulla stanghetta di ogni occhiale di protezione è incisa una riga di numeri e lettere. Dice che filtro ha la lente, quanto resiste agli urti e con quale norma è stato provato l'occhiale.
Gli occhiali di protezione sono dispositivi di protezione individuale e portano scritte le prove che hanno superato. Le marcature sono due, una sulla lente e una sulla montatura. Per più di vent'anni la norma di riferimento è stata la EN 166, del 2001. Ora la sostituisce la EN ISO 16321, che ha preso il suo posto nell'elenco europeo delle norme armonizzate, ma in vendita si trovano sia occhiali marcati con la vecchia norma sia occhiali marcati con la nuova. Qui seguiamo le tabelle del catalogo PIP Industrial Safety 2026, confrontate con le guide di uvex e di 3M.
La marcatura si legge da sinistra. Prima viene il filtro, con due numeri separati da un trattino; poi la sigla del produttore, la classe ottica, la resistenza meccanica e le eventuali lettere dei trattamenti.


Il primo numero del filtro dice da che cosa protegge: 2 dagli ultravioletti, 4 dagli infrarossi, 5 dalla luce del sole, 6 dal sole con in più gli infrarossi. La C dopo il 2 o il 4 indica che i colori restano riconoscibili. Il secondo numero è la graduazione: più è alto, più la lente è scura. Nel catalogo 1.2 è la lente trasparente, 1.7 quella per chi passa dall'interno all'esterno, 2.5 e 3.1 sono le lenti scure. Una lente marcata 5-2.5 è quindi un filtro solare scuro.
La classe ottica va da 1 a 3. La classe 1 è quella per l'uso continuativo, la 2 per l'uso temporaneo, la 3 per lavori occasionali di breve durata. K e N, quando ci sono, indicano che la lente ha superato la prova di resistenza ai graffi delle particelle fini e quella di resistenza all'appannamento.
La lettera S indica la robustezza incrementata: la lente regge la caduta di una sfera d'acciaio di 22 millimetri, del peso di 43 grammi. F, B e A sono le prove d'impatto, fatte con una sferetta di 6 millimetri lanciata a 45, 120 e 190 metri al secondo. F è il massimo previsto per gli occhiali a stanghette, B per gli occhiali a maschera, A solo per le visiere. La T aggiunta dopo la lettera, come in FT, dice che la prova è stata superata anche a temperature estreme, da 5 gradi sotto zero a 55 gradi.
Sulla montatura ci sono la sigla del produttore, il numero della norma, la resistenza meccanica e, dove serve, i numeri del campo d'impiego: 3 per gocce e spruzzi di liquidi, 4 per le polveri grosse, 5 per gas e polveri fini, 8 per l'arco elettrico da cortocircuito, 9 per i metalli fusi e i solidi caldi. Un occhiale a maschera marcato P EN 166 3 9 BT è provato per i liquidi, per i metalli fusi e per l'impatto a media energia, anche a temperature estreme.
Con la nuova norma le informazioni sono le stesse, ma scritte in un altro modo. Le lettere degli impatti sono C, D ed E, e le velocità di prova non sono più le stesse.
| Prova | EN 166 | EN ISO 16321 |
|---|---|---|
| Caduta di una sfera d'acciaio | S | prova di base, senza simbolo |
| Sferetta a 45 metri al secondo | F | C |
| Sferetta a 80 metri al secondo | non prevista | D |
| Sferetta a 120 metri al secondo | B | E |
| Sferetta a 190 metri al secondo | A | non prevista |
| Oggetto pesante, 500 grammi | non prevista | HM |
Il filtro non si riconosce più da un numero ma da una lettera, seguita dalla graduazione. La lettera L aggiunta alla prima dice che attraverso la lente i segnali luminosi restano riconoscibili.
| Filtro | EN 166 | EN ISO 16321 |
|---|---|---|
| Ultravioletti | 2 | U |
| Ultravioletti, con riconoscimento dei colori | 2C | UL |
| Infrarossi | 4 | R |
| Solare | 5 | G |
| Saldatura | solo la graduazione | W |


Il numero 1 della classe ottica compare solo se la lente ha prestazioni ottiche migliorate. Sulla montatura può esserci una sigla nuova, come 1-M o 1-S: è la misura della testa di prova su cui l'occhiale è stato provato, media o piccola. I numeri del campo d'impiego e le lettere K e N hanno lo stesso significato di prima.


Sei modelli del catalogo PIP Industrial Safety 2026: i primi tre sono marcati EN 166, gli altri tre EN ISO 16321.






La EN ISO 16321 è entrata nell'elenco europeo delle norme armonizzate nel maggio 2023, con la Decisione (UE) 2023/941. La EN 166 ne è uscita l'11 novembre 2025: la data, in origine fissata a un anno prima, è stata rinviata dalla Decisione (UE) 2024/2599. Gli occhiali già certificati con la EN 166 restano però in vendita fino alla scadenza del loro certificato, che dura al massimo cinque anni. Per questo nel catalogo 2026 i modelli marcati EN 166 sono ancora numerosi, accanto a quelli nuovi.
La marcatura dice che cosa ha superato l'occhiale in laboratorio, non se è adatto a un certo lavoro: quale protezione serve lo stabilisce la valutazione dei rischi del datore di lavoro. In negozio e con lo showroom itinerante vi aiutiamo a leggere le marcature degli occhiali che usate già. I cataloghi si scaricano dal sito di E-MIKE Antinfortunistica.
Fonti: catalogo PIP Industrial Safety 2026, pagine «Protezione degli occhi: comprensione delle marcature» e «Significato delle diciture EN»; Decisione di esecuzione (UE) 2026/1279, Decisione (UE) 2023/941 e Decisione (UE) 2024/2599 (norme armonizzate e date di ritiro); guide dei produttori uvex e 3M; BSI, ente di normazione britannico. Il testo delle norme è a pagamento. Pagine consultate il 5 ottobre 2026.

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