Le prove previste dalle norme si fanno con una massa di 100 chili. Chi pesa di più, attrezzato, può lavorare in quota solo con dispositivi che il produttore ha provato e dichiarato per quel peso. È un controllo che molte aziende non fanno.
Quando si sceglie un'imbracatura anticaduta si guardano la taglia, i punti di attacco, il comfort. Quasi mai il peso di chi la indosserà. Eppure tutto il sistema anticaduta è progettato e provato attorno a un peso preciso, e sapere quale è una delle verifiche più semplici e più trascurate.
L'imbracatura segue la norma EN 361. Nella prova dinamica viene montata su un manichino di 100 kg, che viene lasciato cadere: l'imbracatura deve trattenerlo. Anche l'assorbitore di energia, la parte che frena la caduta, è provato con 100 kg secondo la norma EN 355: la massa cade da 4 metri e la forza trasmessa al corpo non deve superare i 6 kN.
L'INAIL lo ha studiato a fondo e scrive che questa scelta «pone un importante problema di sicurezza», perché i lavoratori non pesano tutti 100 kg. Il problema, peraltro, riguarda entrambe le direzioni: nelle prove dell'istituto le persone leggere, attorno ai 60 kg, subiscono decelerazioni più forti di quelle considerate tollerabili.


I produttori, quando indicano un peso massimo, intendono quello complessivo: la persona con addosso abbigliamento, scarpe, casco e attrezzi. Chi pesa 92 kg e lavora con una cintura portautensili carica supera i 100 senza accorgersene.
Il punto non è che l'imbracatura si rompa: i suoi punti di attacco reggono carichi molto più alti. Il punto è la frenata. Un corpo più pesante che cade ha più energia da dissipare, quindi l'assorbitore si allunga di più e serve più spazio libero sotto i piedi; se la sua corsa finisce prima che la caduta sia arrestata, la forza sul corpo sale di colpo. Oltre il peso per cui il dispositivo è stato provato, nessuno ha verificato come si comporta.
Sì, ma con l'attrezzatura giusta. Nessuna legge fissa un limite di peso per chi lavora in quota. La legge chiede altro: il datore di lavoro deve scegliere i dispositivi in base alle informazioni del produttore e farli usare in modo conforme a quelle informazioni (D.Lgs. 81/2008, art. 77). Se etichetta e istruzioni non dichiarano un peso superiore ai 100 kg, farli usare a una persona che li supera significa usarli fuori dalle condizioni per cui sono stati provati.
La strada per coprire pesi maggiori esiste. Gli organismi europei che certificano questi dispositivi hanno stabilito che, quando il produttore dichiara nelle istruzioni un peso superiore ai 100 kg, il dispositivo va provato anche con quella massa e deve rispettare gli stessi limiti. Molti produttori lo fanno, e dichiarano 136, 140 o 150 kg.


La verifica va fatta su ogni pezzo. Un'imbracatura dichiarata per 140 kg collegata a un cordino dichiarato per 100 dà un sistema valido per 100.
Sono quelle che trattiamo. Il produttore scrive nel catalogo che tutte le imbracature Akrobat sono certificate secondo la EN 361, quindi con la prova a 100 kg prevista dalla norma, e che sono tutte sottoposte anche a una prova fino a 136 kg. Per alcuni dispositivi retrattili della stessa marca è indicata la certificazione per persone fino a 140 kg.




Per ogni modello fa fede quello che è scritto sull'etichetta e nelle istruzioni: sono i documenti da consultare prima di assegnare un dispositivo a una persona. Le istruzioni accompagnano ogni prodotto; la scheda tecnica aggiornata si può richiedere a noi.
Il primo controllo è sapere quanto pesano, attrezzate, le persone che lavorano in quota. Il secondo è leggere etichetta e istruzioni di ogni componente: imbracatura, cordino con assorbitore o retrattile, ancoraggio. Il terzo è lo spazio libero sotto il punto di lavoro, che per le persone più pesanti deve essere maggiore, secondo le tabelle del produttore. E poiché si tratta di dispositivi di terza categoria, chi li usa deve aver ricevuto un addestramento pratico.
I dispositivi anticaduta vanno ispezionati da chi li usa prima di ogni impiego e, almeno una volta ogni 12 mesi, da una persona competente che segua le procedure del produttore: lo prevede la norma EN 365, a cui rimandano le istruzioni. Dopo aver arrestato una caduta un dispositivo va ritirato dall'uso e fatto controllare.
Le revisioni delle imbracature Akrobat le eseguiamo direttamente nella nostra sede. I dispositivi retrattili vengono invece inviati al produttore. I cataloghi si scaricano dal sito di E-MIKE Antinfortunistica.
Fonti: INAIL, ancoraggi e sistemi di protezione individuale dalle cadute; coordinamento europeo degli organismi notificati per i DPI, raccomandazione PPE-R/11.062 sulle prove con carichi superiori; D.Lgs. 81/2008, articoli 76, 77, 111 e 115 (Normattiva); Ministero del Lavoro e ISPESL, linea guida sui sistemi di arresto caduta; catalogo Industrial Starter 2026, sezione Akrobat. I contenuti delle norme EN sono quelli riportati in questi documenti: il testo delle norme è a pagamento. Pagine consultate il 5 ottobre 2026.

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