Su ogni guanto da lavoro ci sono piccoli scudi con sotto numeri e lettere. Dicono da cosa protegge il guanto e quanto: basta sapere in che ordine leggerli.
Un guanto da lavoro è un dispositivo di protezione individuale, e come tale deve portare stampate le prove che ha superato. Ogni rischio ha la sua norma europea, ogni norma il suo pittogramma, e sotto il pittogramma c'è una serie di caratteri: ciascuno, nella sua posizione, è il risultato di una prova. Due guanti che sembrano uguali possono avere marcature molto diverse.
Più il numero è alto, più il guanto ha resistito in quella prova. Lo zero significa che il guanto è stato provato e non ha raggiunto il livello minimo. La X significa che la prova non è stata fatta o non è applicabile: non è uno zero, è un dato che manca.
Accanto al pittogramma c'è il nome della norma con l'anno, per esempio EN 388:2016. L'anno conta, perché da un'edizione all'altra cambiano le prove e il numero dei caratteri. Sul guanto si trovano anche il nome del produttore, il modello, la taglia e il marchio CE; il resto, compreso il significato delle marcature, deve essere scritto nel foglio informativo che accompagna il guanto. I requisiti generali, dalle taglie all'innocuità dei materiali, sono fissati dalla EN ISO 21420, che ha sostituito la EN 420.
È la marcatura più diffusa: lo scudo con il martello. Sotto ci sono fino a sei caratteri.
| N. | Prova | Scala | Cosa si misura |
|---|---|---|---|
| 1 | Abrasione | da 1 a 4 | cicli di sfregamento prima che il materiale si buchi: 100, 500, 2.000, 8.000 |
| 2 | Taglio con lama circolare | da 1 a 5 | un indice ricavato dal numero di passaggi della lama: 1,2 · 2,5 · 5 · 10 · 20 |
| 3 | Strappo | da 1 a 4 | forza per lacerare il materiale: 10, 25, 50, 75 newton |
| 4 | Perforazione | da 1 a 4 | forza per forarlo con un punzone: 20, 60, 100, 150 newton |
| 5 | Taglio ISO 13997 | da A a F | forza con cui una lama dritta taglia il materiale: 2, 5, 10, 15, 22, 30 newton |
| 6 | Urti | P | c'è solo se la prova d'urto è superata |
La parte che crea più confusione è il taglio, perché le prove sono due. La prima usa una lama circolare che va avanti e indietro: funziona con i materiali comuni, ma le fibre antitaglio consumano il filo della lama e falsano il risultato. Per questo esiste la seconda prova, con una lama dritta che passa una volta sola, il cui risultato è una lettera da A a F. Per i guanti antitaglio il dato che conta è la lettera, e spesso al posto del numero c'è una X. Tra il numero e la lettera non c'è corrispondenza: un livello 5 non equivale a una F.


Altre due cose da sapere. Le prove si fanno sul palmo: dorso e polsino possono essere di un altro materiale. E la perforazione è misurata con un punzone, non con un ago: quel numero non dice nulla sulla protezione dagli aghi delle siringhe. La P, quando c'è, indica che il guanto attenua gli urti nelle zone indicate dal produttore; la prova non riguarda le dita.
Il pittogramma è una beuta da laboratorio. Accanto c'è il Tipo, sotto ci sono delle lettere. La prova misura quanti minuti impiega un prodotto chimico ad attraversare il materiale del guanto: i livelli vanno da 1 a 6 e corrispondono a 10, 30, 60, 120, 240 e 480 minuti.
| Tipo | Requisito | Lettere sotto il pittogramma |
|---|---|---|
| A | almeno 30 minuti con almeno 6 prodotti dell'elenco | almeno 6 |
| B | almeno 30 minuti con almeno 3 prodotti | almeno 3 |
| C | almeno 10 minuti con almeno 1 prodotto | nessuna |
Le lettere indicano i prodotti di prova con cui il guanto ha resistito almeno 30 minuti. L'elenco ne comprende diciotto, dalla A alla T: tra questi A metanolo, B acetone, F toluene, J n-eptano, K soda caustica al 40%, L acido solforico al 96%, M acido nitrico al 65%, N acido acetico al 99%, O ammoniaca al 25%, P acqua ossigenata al 30%, S acido fluoridrico al 40%, T formaldeide al 37%.


Qui l'errore tipico è pensare che un guanto di Tipo A vada bene per qualsiasi prodotto. Vale solo per le lettere indicate, e le prove sono fatte con il prodotto puro, a contatto continuo, in laboratorio: per le miscele e per i prodotti non in elenco bisogna consultare le tabelle del produttore. Un guanto impermeabile all'acqua, poi, non è per questo un guanto chimico.
Un secondo pittogramma, quello del rischio biologico, indica la protezione da batteri e funghi (EN ISO 374-5). Se sotto compare la scritta VIRUS, il guanto ha superato anche la prova specifica per i virus.
Sei posizioni, con livelli da 1 a 4: comportamento alla fiamma, calore per contatto, calore convettivo, calore radiante, piccoli spruzzi di metallo fuso, grandi quantità di metallo fuso. La più usata è la seconda. I quattro livelli del calore per contatto corrispondono a 100, 250, 350 e 500 °C, ma attenzione a cosa significano: a quella temperatura il guanto garantisce almeno 15 secondi prima che il calore arrivi alla mano. Non vuol dire che si può tenere in mano un pezzo a 250 °C quanto si vuole.


Nell'edizione più recente della norma i pittogrammi sono due: lo scudo con la fiamma per i guanti provati anche al fuoco, e uno senza fiamma per quelli che proteggono solo dal calore. Un guanto con il secondo pittogramma non è un guanto resistente alla fiamma.
Il pittogramma è un fiocco di neve, con tre caratteri. Il primo riguarda il freddo convettivo, cioè quello dell'aria, con livelli da 1 a 4. Il secondo il freddo per contatto, quello degli oggetti che si toccano, sempre da 1 a 4. Il terzo la penetrazione dell'acqua: 0 se passa, 1 se non passa.


Lo stesso guanto può avere più marcature insieme. Ecco tre esempi presi dal catalogo.



I guanti per saldatori seguono la EN 12477 e sono di Tipo A, più protettivi, o di Tipo B, più sottili per i lavori di precisione. La EN 16350 riguarda i guanti che disperdono le cariche elettrostatiche, per gli ambienti a rischio di esplosione; da non confondere con i guanti isolanti per i lavori sotto tensione, che seguono la EN 60903 e fanno l'esatto contrario. Il simbolo con il bicchiere e la forchetta, infine, dice solo che il materiale può toccare gli alimenti: non indica una protezione per chi lavora.
Il Regolamento (UE) 2016/425 divide i dispositivi di protezione in tre categorie. La prima copre solo i rischi minimi, come le pulizie con detergenti poco aggressivi. La terza i rischi che possono causare la morte o danni irreversibili: per i guanti, tra gli altri, i prodotti chimici pericolosi, gli agenti biologici, le temperature estreme e i lavori sotto tensione. Tutto il resto è seconda categoria. I guanti di terza categoria si riconoscono perché il marchio CE è seguito da un numero di quattro cifre, quello dell'organismo che sorveglia la produzione.
Due guanti dello stesso tipo non sono per forza lo stesso guanto. Prendiamo due guanti in pelle fiore, simili all'aspetto, uno più caro dell'altro. Se il primo ha abrasione 2 e il secondo abrasione 3, in prova il primo ha resistito almeno a 500 cicli di sfregamento e il secondo almeno a 2.000: quattro volte tanto. Lo stesso vale per lo strappo, dove tra il livello 2 e il livello 3 la forza richiesta raddoppia, da 25 a 50 newton.
Sul lavoro questa differenza diventa durata. Un guanto che si consuma o si strappa prima va sostituito prima, e quello che sembrava il più conveniente finisce per costare di più. Per questo confrontare due guanti solo per tipo e prezzo porta fuori strada: il confronto giusto si fa mettendo le due marcature una accanto all'altra.
È anche la ragione per cui alcuni dei nostri guanti costano più di altri che sembrano uguali. Quando succede, di solito la differenza sta proprio nei numeri: livelli più alti, quindi più protezione, e per i guanti in pelle una resistenza maggiore all'abrasione e allo strappo.
La marcatura dice cosa ha superato il guanto in laboratorio, non se è adatto a un certo lavoro. La scelta parte dal rischio: cosa si maneggia, per quanto tempo, con quale precisione. Poi si cercano i caratteri che servono, senza farsi guidare dal numero più alto: un guanto molto resistente al taglio ma troppo spesso finisce in tasca, e non protegge nessuno.
In negozio e con lo showroom itinerante vi aiutiamo a leggere le marcature dei guanti che usate già e a trovare quelli adatti alle vostre lavorazioni. I cataloghi si scaricano dal sito di E-MIKE Antinfortunistica.
Fonti: Regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale; Decisione di esecuzione (UE) 2026/1279 (elenco delle norme armonizzate); guide tecniche di SATRA, SYNAMAP e Mapa Professional; catalogo PIP Industrial Safety 2026, sezione «Norme EN». I livelli sono quelli riportati in queste guide: il testo delle norme è a pagamento. Pagine consultate il 5 ottobre 2026.

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