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E-MIKE News › Antinfortunistica · Pubblicato il · di Michele Farina

Come leggere le marcature dei guanti da lavoro: norme EN, numeri e lettere

Su ogni guanto da lavoro ci sono piccoli scudi con sotto numeri e lettere. Dicono da cosa protegge il guanto e quanto: basta sapere in che ordine leggerli.

Un guanto da lavoro è un dispositivo di protezione individuale, e come tale deve portare stampate le prove che ha superato. Ogni rischio ha la sua norma europea, ogni norma il suo pittogramma, e sotto il pittogramma c'è una serie di caratteri: ciascuno, nella sua posizione, è il risultato di una prova. Due guanti che sembrano uguali possono avere marcature molto diverse.

Le tre regole che valgono sempre

Più il numero è alto, più il guanto ha resistito in quella prova. Lo zero significa che il guanto è stato provato e non ha raggiunto il livello minimo. La X significa che la prova non è stata fatta o non è applicabile: non è uno zero, è un dato che manca.

Accanto al pittogramma c'è il nome della norma con l'anno, per esempio EN 388:2016. L'anno conta, perché da un'edizione all'altra cambiano le prove e il numero dei caratteri. Sul guanto si trovano anche il nome del produttore, il modello, la taglia e il marchio CE; il resto, compreso il significato delle marcature, deve essere scritto nel foglio informativo che accompagna il guanto. I requisiti generali, dalle taglie all'innocuità dei materiali, sono fissati dalla EN ISO 21420, che ha sostituito la EN 420.

EN 388: abrasione, taglio, strappo, perforazione

È la marcatura più diffusa: lo scudo con il martello. Sotto ci sono fino a sei caratteri.

N.ProvaScalaCosa si misura
1Abrasioneda 1 a 4cicli di sfregamento prima che il materiale si buchi: 100, 500, 2.000, 8.000
2Taglio con lama circolareda 1 a 5un indice ricavato dal numero di passaggi della lama: 1,2 · 2,5 · 5 · 10 · 20
3Strappoda 1 a 4forza per lacerare il materiale: 10, 25, 50, 75 newton
4Perforazioneda 1 a 4forza per forarlo con un punzone: 20, 60, 100, 150 newton
5Taglio ISO 13997da A a Fforza con cui una lama dritta taglia il materiale: 2, 5, 10, 15, 22, 30 newton
6UrtiPc'è solo se la prova d'urto è superata

La parte che crea più confusione è il taglio, perché le prove sono due. La prima usa una lama circolare che va avanti e indietro: funziona con i materiali comuni, ma le fibre antitaglio consumano il filo della lama e falsano il risultato. Per questo esiste la seconda prova, con una lama dritta che passa una volta sola, il cui risultato è una lettera da A a F. Per i guanti antitaglio il dato che conta è la lettera, e spesso al posto del numero c'è una X. Tra il numero e la lettera non c'è corrispondenza: un livello 5 non equivale a una F.

La marcatura EN 388 4X44DP letta carattere per carattere
Un esempio reale: la marcatura EN 388 di un guanto antitaglio con protezione dagli urti.

Altre due cose da sapere. Le prove si fanno sul palmo: dorso e polsino possono essere di un altro materiale. E la perforazione è misurata con un punzone, non con un ago: quel numero non dice nulla sulla protezione dagli aghi delle siringhe. La P, quando c'è, indica che il guanto attenua gli urti nelle zone indicate dal produttore; la prova non riguarda le dita.

EN ISO 374: prodotti chimici e microrganismi

Il pittogramma è una beuta da laboratorio. Accanto c'è il Tipo, sotto ci sono delle lettere. La prova misura quanti minuti impiega un prodotto chimico ad attraversare il materiale del guanto: i livelli vanno da 1 a 6 e corrispondono a 10, 30, 60, 120, 240 e 480 minuti.

TipoRequisitoLettere sotto il pittogramma
Aalmeno 30 minuti con almeno 6 prodotti dell'elencoalmeno 6
Balmeno 30 minuti con almeno 3 prodottialmeno 3
Calmeno 10 minuti con almeno 1 prodottonessuna

Le lettere indicano i prodotti di prova con cui il guanto ha resistito almeno 30 minuti. L'elenco ne comprende diciotto, dalla A alla T: tra questi A metanolo, B acetone, F toluene, J n-eptano, K soda caustica al 40%, L acido solforico al 96%, M acido nitrico al 65%, N acido acetico al 99%, O ammoniaca al 25%, P acqua ossigenata al 30%, S acido fluoridrico al 40%, T formaldeide al 37%.

La marcatura EN ISO 374-1 con le lettere AJKLMNOPT: ogni lettera corrisponde a un prodotto chimico di prova
Le lettere sotto il pittogramma dicono con quali prodotti chimici è stato provato il guanto.

Qui l'errore tipico è pensare che un guanto di Tipo A vada bene per qualsiasi prodotto. Vale solo per le lettere indicate, e le prove sono fatte con il prodotto puro, a contatto continuo, in laboratorio: per le miscele e per i prodotti non in elenco bisogna consultare le tabelle del produttore. Un guanto impermeabile all'acqua, poi, non è per questo un guanto chimico.

Un secondo pittogramma, quello del rischio biologico, indica la protezione da batteri e funghi (EN ISO 374-5). Se sotto compare la scritta VIRUS, il guanto ha superato anche la prova specifica per i virus.

EN 407: calore e fuoco

Sei posizioni, con livelli da 1 a 4: comportamento alla fiamma, calore per contatto, calore convettivo, calore radiante, piccoli spruzzi di metallo fuso, grandi quantità di metallo fuso. La più usata è la seconda. I quattro livelli del calore per contatto corrispondono a 100, 250, 350 e 500 °C, ma attenzione a cosa significano: a quella temperatura il guanto garantisce almeno 15 secondi prima che il calore arrivi alla mano. Non vuol dire che si può tenere in mano un pezzo a 250 °C quanto si vuole.

La marcatura EN 407 X2XXXX: solo il calore per contatto è stato provato, al livello 2
Sei posizioni, una per ogni tipo di calore. Qui è dichiarato solo il calore per contatto.

Nell'edizione più recente della norma i pittogrammi sono due: lo scudo con la fiamma per i guanti provati anche al fuoco, e uno senza fiamma per quelli che proteggono solo dal calore. Un guanto con il secondo pittogramma non è un guanto resistente alla fiamma.

EN 511: freddo

Il pittogramma è un fiocco di neve, con tre caratteri. Il primo riguarda il freddo convettivo, cioè quello dell'aria, con livelli da 1 a 4. Il secondo il freddo per contatto, quello degli oggetti che si toccano, sempre da 1 a 4. Il terzo la penetrazione dell'acqua: 0 se passa, 1 se non passa.

La marcatura EN 511 X10: freddo convettivo non provato, freddo per contatto livello 1, acqua 0
Tre posizioni: freddo dell'aria, freddo degli oggetti toccati, tenuta all'acqua.

Lo stesso guanto può avere più marcature insieme. Ecco tre esempi presi dal catalogo.

Guanto antitaglio arancione con rinforzi sul dorso
Antitaglio con protezione dagli urtiEN 388 4X44DPTaglio livello D, rinforzi sul dorso della mano. Codice 120-5150.
Guanto nero lungo in nitrile per prodotti chimici
Per prodotti chimiciEN ISO 374-1 AJKLMNOPT · EN 388 4X42DNitrile, protegge anche da batteri e funghi. Codice 56-586CR.
Guanto arancione a maglia con palmo rivestito
Per il caldo e per il freddoEN 407 X2XXXX · EN 511 X10Maglia acrilica con presa in lattice. Codice 41-1400.

Le altre marcature, in breve

I guanti per saldatori seguono la EN 12477 e sono di Tipo A, più protettivi, o di Tipo B, più sottili per i lavori di precisione. La EN 16350 riguarda i guanti che disperdono le cariche elettrostatiche, per gli ambienti a rischio di esplosione; da non confondere con i guanti isolanti per i lavori sotto tensione, che seguono la EN 60903 e fanno l'esatto contrario. Il simbolo con il bicchiere e la forchetta, infine, dice solo che il materiale può toccare gli alimenti: non indica una protezione per chi lavora.

La categoria e il marchio CE

Il Regolamento (UE) 2016/425 divide i dispositivi di protezione in tre categorie. La prima copre solo i rischi minimi, come le pulizie con detergenti poco aggressivi. La terza i rischi che possono causare la morte o danni irreversibili: per i guanti, tra gli altri, i prodotti chimici pericolosi, gli agenti biologici, le temperature estreme e i lavori sotto tensione. Tutto il resto è seconda categoria. I guanti di terza categoria si riconoscono perché il marchio CE è seguito da un numero di quattro cifre, quello dell'organismo che sorveglia la produzione.

Stesso tipo, prezzi diversi: confrontate i numeri

Due guanti dello stesso tipo non sono per forza lo stesso guanto. Prendiamo due guanti in pelle fiore, simili all'aspetto, uno più caro dell'altro. Se il primo ha abrasione 2 e il secondo abrasione 3, in prova il primo ha resistito almeno a 500 cicli di sfregamento e il secondo almeno a 2.000: quattro volte tanto. Lo stesso vale per lo strappo, dove tra il livello 2 e il livello 3 la forza richiesta raddoppia, da 25 a 50 newton.

Sul lavoro questa differenza diventa durata. Un guanto che si consuma o si strappa prima va sostituito prima, e quello che sembrava il più conveniente finisce per costare di più. Per questo confrontare due guanti solo per tipo e prezzo porta fuori strada: il confronto giusto si fa mettendo le due marcature una accanto all'altra.

È anche la ragione per cui alcuni dei nostri guanti costano più di altri che sembrano uguali. Quando succede, di solito la differenza sta proprio nei numeri: livelli più alti, quindi più protezione, e per i guanti in pelle una resistenza maggiore all'abrasione e allo strappo.

Come scegliere

La marcatura dice cosa ha superato il guanto in laboratorio, non se è adatto a un certo lavoro. La scelta parte dal rischio: cosa si maneggia, per quanto tempo, con quale precisione. Poi si cercano i caratteri che servono, senza farsi guidare dal numero più alto: un guanto molto resistente al taglio ma troppo spesso finisce in tasca, e non protegge nessuno.

In negozio e con lo showroom itinerante vi aiutiamo a leggere le marcature dei guanti che usate già e a trovare quelli adatti alle vostre lavorazioni. I cataloghi si scaricano dal sito di E-MIKE Antinfortunistica.

Fonti: Regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale; Decisione di esecuzione (UE) 2026/1279 (elenco delle norme armonizzate); guide tecniche di SATRA, SYNAMAP e Mapa Professional; catalogo PIP Industrial Safety 2026, sezione «Norme EN». I livelli sono quelli riportati in queste guide: il testo delle norme è a pagamento. Pagine consultate il 5 ottobre 2026.