Il danno da rumore arriva piano, non fa male e non si recupera. Tappi e cuffie lo evitano, a patto di scegliere quelli adatti e di portarli per tutto il tempo.
La perdita di udito causata dal rumore è permanente: le cellule dell'orecchio interno che il rumore distrugge non ricrescono. Di solito è graduale, e ci si accorge del danno quando è già fatto. In Italia le malattie dell'orecchio sono il terzo gruppo di malattie professionali denunciate: 5.273 nel 2025, secondo i dati provvisori dell'INAIL. Eppure è un danno che si può prevenire del tutto.
Il D.Lgs. 81/2008 fissa tre soglie, riferite al rumore medio a cui si è esposti in una giornata di lavoro.
| Esposizione giornaliera | Cosa deve fare il datore di lavoro |
|---|---|
| oltre 80 dB(A) | informare e formare i lavoratori; mettere a disposizione gli otoprotettori |
| 85 dB(A) e oltre | esigere che gli otoprotettori vengano indossati; segnalare e delimitare le aree rumorose; sorveglianza sanitaria |
| 87 dB(A) | valore limite: non va superato, tenendo conto dell'attenuazione degli otoprotettori |
Prima di tappi e cuffie vengono le altre misure: macchine meno rumorose, schermature, organizzazione del lavoro. Gli otoprotettori servono quando queste non bastano. E sono dispositivi di terza categoria: la legge richiede che chi li usa riceva un addestramento pratico.
Ogni otoprotettore riporta quattro valori in decibel. Il più usato è l'SNR, l'attenuazione complessiva; H, M e L dicono quanto attenua i suoni acuti, medi e gravi, e servono quando il rumore è sbilanciato, per esempio molto cupo.


Per una stima rapida si sottrae l'SNR dal livello di rumore misurato. Ma quei numeri vengono dal laboratorio, e nell'uso di ogni giorno la protezione è più bassa. Il metodo di calcolo usato in Italia ne tiene conto in modo netto: considera circa tre quarti dell'attenuazione dichiarata per le cuffie e la metà per i tappi in schiuma, che sono più difficili da mettere bene.
L'obiettivo non è il silenzio. Il livello giusto all'orecchio è tra 70 e 80 decibel: sotto si è troppo isolati, non si sentono i colleghi, i carrelli in arrivo, i segnali di allarme, e si finisce per togliere la protezione. Un otoprotettore con l'SNR più alto possibile, quindi, non è automaticamente la scelta migliore: va scelto in base al rumore che c'è.
I tappi, che la norma chiama inserti, stanno bene con occhiali, casco e maschere, e al caldo sono più sopportabili delle cuffie. Quelli monouso in schiuma danno l'attenuazione più alta, ma solo se inseriti a fondo. Quelli riutilizzabili a flange si lavano e durano di più. Quelli con archetto sono fatti per chi entra ed esce spesso dalle zone rumorose. Per l'industria alimentare esistono versioni rilevabili dal metal detector.





Il controllo è semplice: con i tappi inseriti bene la propria voce suona ovattata, e coprendo le orecchie con le mani il rumore non cambia molto. Se cambia, vanno rimessi.
Le cuffie si mettono in un attimo e si vede subito se qualcuno le indossa. Tengono meno, però, quando qualcosa si mette tra il cuscinetto e la testa: capelli lunghi, berretti, stanghette degli occhiali. Esistono con archetto sulla testa, dietro la nuca o montate sull'elmetto. I modelli elettronici attenuano i rumori forti ma lasciano passare le voci e i suoni dell'ambiente, e alcuni permettono di comunicare via radio o telefono.



Quando il rumore è molto forte, oltre i 105 decibel secondo le indicazioni italiane, si usano tappi e cuffie insieme. Le due attenuazioni però non si sommano: l'aumento è al massimo di 6 decibel rispetto al migliore dei due.
La protezione crolla appena si toglie l'otoprotettore nel rumore, e crolla subito. Toglierlo cinque minuti in una giornata basta a perdere un terzo della protezione.


Il motivo più frequente per cui ci si toglie la protezione è parlare. Con tappi e cuffie addosso si può parlare a voce normale, avvicinandosi all'orecchio dell'altro.
I tappi monouso si usano una volta e si maneggiano con le mani pulite. Quelli riutilizzabili si lavano e sono personali. Delle cuffie vanno controllati i cuscinetti, che con il tempo si induriscono e si screpolano, e la tensione dell'archetto: per molti modelli esistono kit igienici di ricambio.
In negozio e con lo showroom itinerante potete provare tappi e cuffie e trovare quelli adatti al rumore delle vostre lavorazioni. I cataloghi si scaricano dal sito di E-MIKE Antinfortunistica.
Fonti: D.Lgs. 81/2008, articoli 189, 192, 193, 195, 196 e 77 (Normattiva); INAIL, quadro provvisorio 2025 delle malattie professionali; Portale Agenti Fisici (INAIL e Regioni), valutazione degli otoprotettori; HSE, Controlling noise at work (L108); EU-OSHA, Hearing protection; NIOSH, come indossare i tappi in schiuma. Dati dei prodotti dal sito del produttore, PIP Global. Pagine consultate il 5 ottobre 2026.

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