Quasi tutti hanno una copia dei propri dati. Pochi ne hanno una che funziona davvero il giorno in cui serve. La differenza sta in una regola semplice, che si chiama 3-2-1.
Un disco che si rompe, un portatile rubato, un file cancellato per sbaglio, un virus che blocca tutto e chiede un riscatto: i modi per perdere i dati sono tanti, e nessuno avvisa prima. La copia di sicurezza serve a questo. Ma una copia sola, fatta ogni tanto e tenuta accanto al computer, protegge molto meno di quanto si creda.
La regola 3-2-1 è indicata, tra gli altri, dall'ente americano per la sicurezza informatica in un documento sulle opzioni di backup, che parte da una premessa chiara: salvare una sola copia può non bastare.


Tre copie di ogni file importante: quella con cui si lavora e due di sicurezza. Su due tipi di supporto diversi, perché supporti diversi si guastano in modi diversi. E una delle copie fuori sede, cioè lontano dall'ufficio o da casa.
Ogni numero della regola risponde a un rischio preciso. Se la copia sta sullo stesso disco del computer, quando quel disco si guasta o viene rubato si perdono insieme originale e copia. Se sta su un disco esterno sempre collegato, un fulmine o un virus possono colpire tutti e due: per questo il documento raccomanda di scollegare il supporto appena finito il backup. E se tutte le copie stanno nello stesso edificio, basta un incendio, un allagamento o un furto per perderle insieme.
C'è un rischio meno ovvio. I backup che si aggiornano da soli sono comodi, ma possono propagare in silenzio alla copia qualsiasi danno presente nei file originali: un documento rovinato, un file cancellato, i dati cifrati da un virus. Dopo il prossimo aggiornamento la copia è identica all'originale, cioè inservibile.
Per lo stesso motivo una cartella sincronizzata, di quelle che tengono allineati computer e cloud, non è un backup: replica fedelmente anche le cancellazioni e gli errori. Un backup vero deve permettere di tornare indietro, alla versione di ieri o della settimana scorsa.


La copia nel cloud è il modo più pratico per avere quella fuori sede: protegge dai casi peggiori, quelli in cui si perde tutto ciò che sta in ufficio. Non è però magica. Se è l'unica copia e si limita a rispecchiare i file del computer, eredita gli stessi problemi di cui sopra. Funziona quando conserva più versioni nel tempo e quando qualcuno controlla che le copie vadano a buon fine.
L'ultima cosa che di solito manca è la prova. Un backup serve solo se i dati si riescono a recuperare, e l'unico modo per saperlo è provare a ripristinarli prima che serva davvero. Farlo una volta ogni tanto, su qualche file a campione, evita la sorpresa peggiore: scoprire nel momento del bisogno che le copie erano vuote o illeggibili.
Come E-MIKE Tech partiamo da un'analisi di quali dati ci sono e dove stanno, poi organizziamo le copie: in sede, su disco o NAS, e fuori sede con il nostro servizio di backup in cloud, su datacenter italiani, con dati cifrati, copie ridondate e controlli sull'esito di ogni operazione. Su richiesta eseguiamo la prova di ripristino, per verificare che i dati salvati siano davvero utilizzabili.
Non conserviamo solo l'ultima copia. Di ogni backup teniamo più versioni nel tempo, quelle che in gergo si chiamano snapshot (o versioning): se un file viene rovinato o cancellato oggi, si può tornare a com'era ieri, la settimana scorsa o più indietro. Le versioni sono salvate in posti diversi tra loro, così un problema che colpisce l'ultima non può propagarsi a quelle precedenti.
Non è una precauzione teorica. Ci è capitato più volte di intervenire in aziende nostre clienti che si erano trovate con tutti i computer, il server e il NAS cifrati da un virus, cioè con i dati di lavoro e la copia in sede resi illeggibili nello stesso momento. A salvarle è stata la copia fuori sede, con le sue versioni precedenti all'attacco: senza quella avrebbero perso tutto.
Fonti: US-CERT (oggi CISA, l'agenzia degli Stati Uniti per la sicurezza informatica), Data Backup Options, documento di P. Ruggiero e M. Heckathorn della Carnegie Mellon University, 2012. Dal documento vengono la regola e i rischi descritti; le indicazioni sulle versioni e sulla prova di ripristino, e i casi raccontati, vengono dalla nostra esperienza. Pagina consultata il 5 ottobre 2026.

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