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E-MIKE News › Tech · Pubblicato il · di Michele Farina

Wi-Fi 6, 6E, 7 e WPA3: che cosa cambia davvero in ufficio

Sulle scatole di router e access point compaiono sigle sempre nuove: Wi-Fi 6, 6E, 7, WPA3. Dicono due cose distinte: a quale generazione appartiene l'apparecchio e come protegge la rete.

I numeri li assegna la Wi-Fi Alliance, l'associazione di aziende che certifica gli apparecchi Wi-Fi. Nella sua pagina sulle generazioni a ogni numero corrisponde un anno: Wi-Fi 5 è del 2014, Wi-Fi 6 del 2018, Wi-Fi 7 del 2024, e Wi-Fi 8 è già indicato come la generazione successiva. Un numero più alto dice che la tecnologia è più recente, non che la rete dell'ufficio andrà meglio: dipende da che cosa vi si collega e da come è stata costruita.

Tabella: Wi-Fi 5 e Wi-Fi 6 lavorano a 2,4 e 5 GHz; Wi-Fi 6E e Wi-Fi 7 anche a 6 GHz
Il numero indica la generazione. La lettera E indica una banda di frequenza in più.

Wi-Fi 6: pensato per gli ambienti affollati

Secondo la Wi-Fi Alliance il Wi-Fi 6 porta velocità di trasmissione più alte, maggiore capacità, un funzionamento migliore negli ambienti affollati e consumi più bassi. In un ufficio pesa soprattutto il terzo punto: alla stessa rete si collegano insieme computer, telefoni, stampanti e telecamere.

Il risultato si deve a tre tecniche. La prima (in sigla OFDMA) condivide meglio lo stesso canale tra più dispositivi e riduce i tempi di attesa. La seconda (MU-MIMO) permette all'access point, cioè l'apparecchio che distribuisce il Wi-Fi negli ambienti, di gestire più dispositivi contemporaneamente. La terza (TWT) migliora la durata della batteria dei dispositivi collegati.

Tre miglioramenti del Wi-Fi 6: canale condiviso tra più dispositivi, più dispositivi serviti insieme, minor consumo di batteria
Più che la velocità di punta, cambia il modo di servire tanti dispositivi insieme.

6E: lo stesso Wi-Fi 6, con una banda in più

Per anni il Wi-Fi ha lavorato su due bande di frequenza, a 2,4 e a 5 GHz. Con il Wi-Fi 6 se n'è aggiunta una terza, a 6 GHz, e il nome Wi-Fi 6E nasce da qui: la Wi-Fi Alliance lo ha introdotto nel gennaio 2020 per distinguere gli apparecchi Wi-Fi 6 capaci di funzionare anche a 6 GHz. Non è una generazione a parte.

Il vantaggio è lo spazio. Nella banda a 6 GHz ci sono canali più larghi e frequenze libere, meno disturbate dagli apparecchi delle generazioni precedenti. Con due avvertenze. La nuova banda si usa solo se la supportano entrambi i lati: un access point 6E non cambia nulla per un portatile che a 6 GHz non trasmette. E quanta parte della banda si possa usare lo stabilisce ogni Paese, con regole che la Wi-Fi Alliance raccoglie in un elenco Paese per Paese.

Wi-Fi 7: canali più larghi e più collegamenti insieme

Il Wi-Fi 7 lavora su tutte e tre le bande. Le novità principali sono due: nella banda a 6 GHz i canali arrivano a 320 MHz, il doppio dei 160 MHz del Wi-Fi 6, e il traffico può essere distribuito su più collegamenti insieme (in inglese multi-link operation), con più capacità e più affidabilità.

Gli impieghi che la Wi-Fi Alliance cita sono la realtà aumentata e virtuale, i video ad altissima definizione, i luoghi molto affollati come gli stadi. In un ufficio dove si lavora con posta, gestionale e videochiamate, passare dal Wi-Fi 6 al 7 è di rado la prima cosa da fare.

WPA3 riguarda la sicurezza, non la velocità

WPA3 è la protezione della rete, quella che stabilisce chi può collegarsi. Per la Wi-Fi Alliance è obbligatoria sugli apparecchi che ottengono la certificazione Wi-Fi. Esiste in due forme. La versione Personal, quella con la password di rete, offre una protezione maggiore contro i tentativi di indovinare la password. La versione Enterprise aggiunge protocolli di sicurezza di livello più alto per le reti in cui passano dati sensibili.

Le reti WPA3 non accettano i protocolli di protezione superati. Per la sicurezza è un bene, ma un dispositivo datato potrebbe non riuscire più a collegarsi: prima di cambiare l'impostazione conviene sapere che cosa c'è in rete. E nessuna protezione della rete ferma chi la password se la fa consegnare con l'inganno: è l'argomento dell'articolo sul phishing.

Come lo facciamo noi

La sigla sulla scatola non sistema una rete progettata male: un access point di ultima generazione nel posto sbagliato copre peggio di uno più vecchio messo bene. Come E-MIKE Tech progettiamo la copertura Wi-Fi sulla struttura reale degli ambienti: uffici, capannoni, negozi, abitazioni su più piani. Partiamo da una mappatura della copertura, che verifica le zone scoperte o con segnale debole, i muri e gli elementi che schermano il segnale, la posizione degli access point già presenti, i problemi causati dal router del fornitore o dai ripetitori in cascata. Quando è possibile ottimizziamo ciò che c'è già.

Dove serve separiamo le reti: quella dell'ufficio, quella per gli ospiti con la sola navigazione, quella dei dispositivi smart isolata dal resto. La generazione degli apparecchi viene di conseguenza, valutando l'ambiente, le postazioni di lavoro e i dispositivi che dovranno collegarsi.

Fonti: Wi-Fi Alliance, Wi-Fi (MAC/PHY), pagina sulle generazioni; comunicato del 3 gennaio 2020 sul nome Wi-Fi 6E; Security, pagina su WPA3; Regulations Enabling 6 GHz Wi-Fi. Dalle pagine vengono le date, le caratteristiche delle generazioni e di WPA3; le considerazioni su quando conviene cambiare apparecchi sono indicazioni nostre. Pagine consultate il 5 ottobre 2026.