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E-MIKE News › Digital · Pubblicato il · di Michele Farina

Il sito che non si vede: quello che sta nel codice e che Google legge

Di un sito si giudica la grafica. Ma buona parte del lavoro sta nel codice, dove il visitatore non guarda: è lì che Google, i telefoni e i programmi di lettura capiscono che cosa hanno davanti.

Due siti possono sembrare identici a chi li guarda ed essere molto diversi per chi li legge in automatico. Il primo può caricarsi in un attimo, spiegare con chiarezza di cosa parla ogni pagina, funzionare bene sul telefono. Il secondo no. La differenza non si vede nella grafica, e spesso nemmeno nel preventivo, ma decide quanto quel sito verrà trovato. Ecco le cose principali che un sito fatto bene ha sotto la superficie.

Il titolo e la descrizione che compaiono su Google

Un risultato di ricerca con il titolo e la descrizione, che vengono dal codice della pagina
L'azienda dell'esempio è inventata.

Quando un sito compare tra i risultati, il titolo in blu e le due righe sotto non li scrive Google da zero. Li ricava dalla pagina: il titolo soprattutto da un elemento del codice che si chiama title, la descrizione dal testo della pagina oppure da una riga apposita, la meta descrizione, quando descrive la pagina meglio del resto. Google decide in autonomia cosa mostrare, ma una pagina che ha un titolo chiaro e una descrizione scritta con cura gli dà il materiale giusto. Una pagina che nel codice si chiama «Home» gliene dà molto meno.

Un ordine che si può leggere

Titoli e sottotitoli non sono solo testo più grande. Nel codice vanno marcati come tali, in ordine, così che la pagina abbia un indice: lo usano i motori di ricerca per capire com'è organizzato il contenuto e i programmi di lettura dello schermo, con cui le persone non vedenti si spostano da una sezione all'altra.

Lo stesso vale per le immagini. Ogni immagine dovrebbe avere un testo alternativo, una breve descrizione che non si vede ma che viene letta a chi non può guardarla, e che Google usa, insieme ad altro, per capire cosa mostra.

I dati che spiegano di cosa si parla

Nel codice si possono aggiungere i dati strutturati: un formato standard con cui si dichiara in modo esplicito che cosa contiene la pagina. Per un'attività, per esempio, il nome, l'indirizzo, gli orari, il telefono. Per Google sono indizi diretti, che gli evitano di dover indovinare.

La mappa e le istruzioni per chi visita

Due piccoli file aiutano i motori di ricerca a orientarsi. La sitemap è l'elenco delle pagine che si ritengono importanti: aiuta a farle trovare, anche se non garantisce che vengano tutte considerate. Il file robots.txt indica invece ai programmi di Google dove possono entrare. Attenzione a un equivoco frequente: non serve a nascondere una pagina dai risultati, per quello esistono altri strumenti.

Il telefono viene prima

Per archiviare e ordinare le pagine Google guarda la versione per telefono del sito, non quella per computer. Un sito che sul telefono mostra meno contenuti, o li mostra male, viene valutato su quella versione. Per questo Google consiglia di costruire i siti in modo che la stessa pagina si adatti da sola a ogni schermo.

La velocità, misurata

Le tre misure di Google: caricamento entro 2,5 secondi, risposta entro 200 millisecondi, stabilità sotto 0,1
Sono misurate sulle visite reali, non in laboratorio.

Google misura l'esperienza di chi visita una pagina con tre valori e indica una soglia per ciascuno: quanto ci mette a comparire il contenuto principale, quanto in fretta la pagina risponde a un tocco, quanto restano fermi gli elementi mentre si carica. Chi ha provato a premere un pulsante che si sposta all'ultimo momento sa di cosa si parla.

Va detto con onestà quanto pesa. Google dichiara di cercare sempre i contenuti più pertinenti, anche quando l'esperienza sulla pagina è scadente: un sito veloce non scavalca un sito con contenuti migliori. Ma quando per una ricerca ci sono molte pagine utili, una buona esperienza può fare la differenza. E resta il fatto che chi aspetta troppo se ne va.

La connessione sicura

Tra le domande che Google suggerisce per valutare una pagina c'è anche questa: è pubblicata in modo sicuro? È il lucchetto accanto all'indirizzo, la connessione protetta. Oggi è la base per qualsiasi sito, non solo per quelli che gestiscono pagamenti.

Cosa chiedere quando si fa fare un sito

Tutto questo non compare in un'anteprima grafica. Quando si confrontano due preventivi vale la pena chiedere se queste cose sono comprese, perché sono quelle su cui poggia il lavoro di cui parliamo nell'articolo Che cos'è la SEO: farsi trovare. Aggiungerle dopo, a sito finito, costa di più che prevederle dall'inizio.

Come E-MIKE Digital costruiamo i siti con questa parte già a posto: titoli e descrizioni per ogni pagina, struttura ordinata, dati dell'attività, versione per telefono, velocità controllata.

Fonti: Google Search Central, pagine su link dei titoli, meta descrizioni, dati strutturati, Sitemap, file robots.txt, indicizzazione mobile-first, Core Web Vitals, esperienza sulle pagine e immagini. Pagine consultate il 5 ottobre 2026.