Il nome su una borraccia, una targa da porta, un codice su un pezzo meccanico: si dice sempre «inciso al laser». Ma il laser non fa sempre la stessa cosa. A volte scava il materiale, a volte ne cambia soltanto il colore.
Un laser lavora senza toccare l'oggetto. Un raggio di luce concentrato in un punto molto piccolo scalda il materiale, e il risultato dipende da quanta energia arriva in quel punto e da che cosa c'è sotto. Per questo la stessa parola, incisione, finisce per indicare lavorazioni diverse tra loro.
Trotec, produttore austriaco di macchine laser presente in oltre 90 Paesi, nella sua guida ai metodi di marcatura laser ne elenca diversi. Due aiutano a capire tutti gli altri: l'incisione vera e propria e la marcatura per ricottura.
Nell'incisione, scrive Trotec, il raggio asporta il materiale dalla superficie facendolo fondere ed evaporare, e lascia una rientranza. L'americana Epilog, che costruisce macchine laser in Colorado dal 1988, la definisce allo stesso modo: un fascio di luce concentrato che rimuove materiale da una superficie e crea un segno permanente. Il disegno, in altre parole, è un piccolo scavo.


La ricottura è il caso opposto, e riguarda i metalli. Il laser scalda il metallo senza arrivare a vaporizzarlo: il materiale non viene asportato, e ciò che si ottiene è un cambio di colore dovuto al calore. Secondo Trotec non lascia segni che si sentano al tatto: con questa tecnica si ottengono marcature nere sull'acciaio inossidabile e sul titanio, e la si può usare sulle leghe che contengono ferro.
Tra i due estremi ci sono altri procedimenti. Su certe materie plastiche il laser fa fondere il materiale, che forma piccole bolle di gas: la zona lavorata risulta più chiara, ed è la cosiddetta schiumatura. Sugli oggetti che hanno un rivestimento, invece, il laser toglie lo strato superiore e il contrasto nasce dalla differenza di colore con lo strato che sta sotto.
Conta poi il tipo di sorgente, cioè la parte della macchina che genera il raggio. Ogni sorgente emette una luce diversa, e ogni materiale ne assorbe bene alcune e male altre. La scheda di Trotec sui laser a fibra le mette a confronto.
I laser a fibra sono indicati per i metalli, per alcune materie plastiche e per le ceramiche, mentre non sono ideali per il legno e per il vetro trasparente, che ne assorbe poco la luce. I laser a CO2 sono indicati per i materiali non metallici: legno, acrilico, pelle, carta, tessuti e vetro. I laser a diodi blu sono assorbiti bene dai materiali organici come il legno e il cuoio e da alcune plastiche, e marcano anche alcuni metalli.


Ci sono poi materiali che al laser non vanno messi, qualunque sia la macchina. L'elenco di Trotec comprende il PVC, la pelle e la similpelle che contengono cromo (VI), le fibre di carbonio, il PTFE (il Teflon) e in generale i materiali che contengono alogeni, come il cloro e il bromo. Il motivo è lo stesso per tutti: durante la lavorazione possono formarsi gas e polveri pericolosi per chi lavora e per la macchina.
Il caso più noto è il PVC, una plastica molto diffusa. L'ufficio per la sicurezza del MIT, l'università statunitense, avverte che al laser produce cloruro di idrogeno, un gas estremamente pericoloso; Epilog aggiunge che il danno alla macchina può essere irreversibile. Lo stesso produttore raccomanda prudenza con la similpelle, che può contenere PVC: se non è dichiarata adatta al laser, va chiesto a chi la produce. Vale anche per i materiali «ritardanti di fiamma», che spesso contengono bromo.
La conseguenza pratica: di un oggetto da personalizzare non basta l'aspetto, bisogna sapere di che cosa è fatto.
Come E-MIKE Studio facciamo incisioni e marcature laser su legno, metallo, vetro e alcuni tipi di pelle. Per le aziende marchiamo componenti in metallo con codici, loghi, numeri di matricola e QR, e realizziamo targhe e targhette in alluminio anodizzato, acrilico o legno. Per la casa e per i locali incidiamo taglieri, sottobicchieri e posate. Poi ci sono le medagliette in acciaio per gli animali, i regali in legno e ardesia.
La pelletteria (portachiavi, portafogli, cinture, targhette) la incidiamo, ma non tutta: per il motivo spiegato sopra dipende da come la pelle è stata conciata, e lo valutiamo articolo per articolo prima di lavorarlo.
Lavoriamo anche gli oggetti cilindrici, come borracce, bottiglie e bicchieri, incisi tutt'attorno. Il laser incide in un solo colore: quando serve una grafica a colori su una superficie rigida e liscia usiamo un'altra tecnica, l'UV DTF (della stampa DTF sui tessuti abbiamo scritto a parte).
Ogni pezzo è diverso. Portateci l'oggetto, o l'idea, e ne valutiamo insieme fattibilità e resa, dal regalo singolo alla serie per l'azienda.
Fonti: Trotec Laser, metodi di marcatura laser, marcatura dei metalli per ricottura, laser a fibra: funzionalità e campi di applicazione, materiali non adatti alla lavorazione laser; Epilog Laser, Laser Engraving, materiali non sicuri e incisione della pelle; MIT Environment, Health & Safety Office, Laser Cutter Safety. Dalle fonti vengono le definizioni, l'abbinamento tra laser e materiali e l'elenco dei materiali da non lavorare; gli schemi sono nostri, e l'ultimo capitolo descrive il nostro servizio. Pagine consultate il 5 ottobre 2026.

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