Sono le quattro sigle che si incontrano per prime quando si chiede una stampa a filamento. Non esiste il materiale migliore: esiste quello adatto al posto in cui il pezzo dovrà stare e a ciò che dovrà sopportare.
Davanti a un pezzo da stampare la domanda utile non è quale plastica sia la più resistente. È un'altra: il pezzo starà in casa o al sole? Vicino a una fonte di calore? Prenderà urti, o deve soprattutto essere bello da vedere? Le risposte portano quasi sempre a uno di quattro materiali.
Per descriverli ci siamo basati sulle guide ai materiali di Polymaker, un produttore di filamenti, e sulle schede tecniche di altri due produttori, Fillamentum e colorFabb. I numeri cambiano da una marca all'altra: qui servono a mettere i materiali in ordine, non a garantire un valore.
Il PLA, acido polilattico, è una plastica ricavata da zuccheri di origine vegetale. Si stampa a temperature basse e si deforma poco durante la stampa, per questo è il materiale più semplice da lavorare ed esiste in moltissimi colori e finiture. È rigido, ma nella versione comune è fragile: sotto un urto tende a rompersi, non a piegarsi.
Il suo vero limite è il calore. Secondo il produttore il PLA si ammorbidisce sopra i 60 °C, come può succedere in un'auto al sole, e non è indicato per l'esterno. Va bene per prototipi, modelli, oggetti decorativi. Esistono versioni modificate, più resistenti agli urti, che ne allargano l'uso.
Il PETG deriva dal PET, la plastica delle bottiglie dell'acqua, modificato con glicole per renderlo meno fragile. In stampa gli strati aderiscono bene tra loro e il pezzo si ritira poco raffreddandosi. Regge il calore un po' più del PLA e resiste a oli, acidi e alcali: è una scelta frequente per prototipi funzionali, supporti e parti meccaniche.
Ha i suoi difetti. In stampa tende a lasciare fili sottili e sbavature, che richiedono una regolazione attenta, e a differenza dell'ABS non si può lisciare con l'acetone. La resistenza agli urti, avverte il produttore, dipende molto dalla formula di ciascuna marca.


L'ABS è una plastica derivata dal petrolio, la stessa di molti oggetti di uso quotidiano. Resiste bene agli urti e sopporta temperature più alte di PLA e PETG, per cui si usa per pezzi meccanici, attrezzi, involucri per l'elettronica. Si può rifinire con vapori di acetone, che ne lisciano la superficie.
È però più difficile da stampare. Raffreddandosi si ritira e tende a imbarcarsi, quindi richiede un ambiente chiuso e caldo intorno al pezzo. Durante la stampa emette fumi e odore, e serve un locale aerato o un sistema di filtraggio. All'aperto non è consigliato: al sole ingiallisce.
L'ASA è nato come alternativa all'ABS per l'esterno. Ha proprietà simili, ma mantiene colore e caratteristiche meccaniche anche dopo una lunga esposizione al sole. È il materiale di ciò che resta all'aperto: insegne, accessori da giardino, particolari esterni per veicoli. In stampa chiede le stesse attenzioni dell'ABS, ambiente chiuso e aerazione compresi.
| Materiale | Punto di forza | Punto debole | Cede al calore da |
|---|---|---|---|
| PLA | Facile da stampare, si deforma poco, molti colori e finiture | Fragile agli urti, teme il caldo, non adatto all'esterno | 55-60 °C |
| PETG | Buona adesione tra gli strati, resiste a oli, acidi e alcali, si deforma poco | In stampa tende a fare fili e sbavature; non si liscia con l'acetone | 65-80 °C |
| ABS | Resiste agli urti e al calore, si può lisciare con vapori di acetone | Si imbarca in stampa, emette fumi, al sole ingiallisce | 81-100 °C |
| ASA | Resiste al sole e alle intemperie, mantiene il colore | Si imbarca in stampa, emette fumi | 86-96 °C |
Le temperature della tabella vengono dalle schede tecniche, che non usano tutte la stessa prova: alcune indicano dove la plastica passa da rigida a gommosa, altre dove un provino sotto carico comincia a flettersi. Per questo sono intervalli, e per questo non vanno lette come temperature di lavoro: un pezzo che deve reggere uno sforzo tutto il giorno va tenuto ben al di sotto.


Il materiale non decide tutto. Lo stesso pezzo cambia molto secondo come è orientato sul piano e secondo l'altezza degli strati, le pareti e il riempimento.
Nel nostro laboratorio lavoriamo con tutti e quattro: il PLA in numerose finiture, tra cui lucida, opaca, effetto seta, marmo e metallico, poi PETG, ABS e ASA. Quando non bastano ci sono altri filamenti: PCTG, TPU flessibile, nylon e PET rinforzati con fibra di carbonio o di vetro. Non stampiamo pezzi di grandi dimensioni: facciamo prototipazione rapida e produzioni in serie. Diteci dove starà il pezzo e che cosa deve sopportare, e il materiale lo scegliamo insieme.
Fonti: Polymaker, guide ai materiali per la stampa 3D (pagine PLA, PETG, ABS, ASA); Fillamentum, schede tecniche PLA Extrafill, ABS Extrafill e ASA Extrafill; colorFabb, scheda tecnica PETG Economy. Gli intervalli di temperatura riuniscono i valori di queste fonti. Pagine consultate il 5 ottobre 2026.

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