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E-MIKE News › 3D Lab · Pubblicato il · di Michele Farina

STL, 3MF o STEP? Il file giusto da mandare per una stampa 3D

Chi chiede una stampa 3D manda quasi sempre un file STL. Funziona, ma è un formato nato negli anni Ottanta che descrive soltanto la forma. Il 3MF è stato pensato per portare con sé anche il resto.

Per stampare un pezzo serve un modello tridimensionale, e il modello viaggia dentro un file. I formati che si incontrano più spesso sono due, STL e 3MF, e non sono equivalenti: cambia ciò che il file riesce a dire a chi deve stampare. Conoscere la differenza evita un equivoco frequente, quello del pezzo che arriva in una misura diversa da quella pensata.

L'STL: una superficie fatta di triangoli

La Library of Congress degli Stati Uniti, che scheda i formati digitali per la loro conservazione, descrive il formato STL come un modo per rappresentare la superficie di un oggetto con una maglia di triangoli. È stato documentato per la prima volta nel 1988, è nato per la stereolitografia, una delle prime tecniche di stampa 3D, e negli anni Novanta è diventato lo standard di fatto del settore.

I suoi punti di forza, secondo la stessa scheda, sono due: la semplicità e l'indipendenza da un programma o da una tecnica di stampa in particolare. Per questo è ancora usato e supportato quasi ovunque.

Lo stesso cerchio descritto con 8 triangoli, a spigoli, e con 36 triangoli, molto più vicino alla curva vera
In arancio la curva vera, in nero quella che finisce nel file.

In un file STL una superficie curva è approssimata con triangoli piani. Pochi triangoli danno un file leggero ma una curva a spigoli; molti triangoli la seguono meglio e appesantiscono il file. Per certe forme, osserva la scheda, ne servono migliaia.

Quello che l'STL non dice

Il limite sta in ciò che manca. Il formato STL non ha un modo standard per indicare colori e finiture, e soprattutto non contiene la scala: le coordinate, si legge nella descrizione tecnica del formato a cui la Library of Congress rimanda, sono in unità arbitrarie. Un lato lungo «25» può voler dire 25 millimetri oppure 25 pollici, cioè più di sessanta centimetri, e chi riceve il file non può saperlo se nessuno glielo dice.

C'è poi la questione degli errori. La scheda cita studi secondo cui il passaggio dal disegno CAD al file STL lascia spesso nella superficie buchi e fessure, che vanno riparati prima di stampare.

Il 3MF: un file che porta con sé il resto

Il formato 3MF è nato da un consorzio di aziende avviato nel 2015, con lo scopo dichiarato di superare i limiti dei formati esistenti. Il 3MF Consortium lo definisce uno standard aperto basato su XML, un linguaggio molto diffuso per descrivere dati; dal 2025 è anche una norma internazionale, la ISO/IEC 25422:2025.

In pratica un file 3MF è un contenitore compresso che, oltre alla forma, può tenere insieme materiali, colori e impostazioni di stampa. L'unità di misura è dichiarata nel file e, se manca, vale il millimetro. Il consorzio aggiunge che un file 3MF è di norma molto più piccolo del corrispondente file STL.

Confronto: il file STL contiene solo la forma del pezzo; il file 3MF contiene forma, unità di misura, colori e materiali, impostazioni di stampa
Che cosa viaggia dentro ciascun file. Per colori e materiali l'STL non ha un modo standard.

Una cautela: non tutti i programmi leggono tutto. Lo stesso consorzio pubblica una tabella di compatibilità, che distingue i programmi che trattano il file 3MF come una semplice maglia compressa da quelli che ne usano anche colori e funzioni avanzate.

Quale mandare

Per un pezzo in un solo colore il file STL resta una scelta adeguata, e lo riconosce anche la Library of Congress. Bastano due attenzioni: dire in quale unità di misura è stato disegnato il pezzo ed esportarlo con abbastanza triangoli da non vedere gli spigoli sulle curve. Se il programma di disegno esporta in 3MF, è la strada più sicura: le misure e, quando ci sono, i colori arrivano insieme alla forma.

E il formato STEP?

Chi progetta con un programma CAD professionale spesso non esporta né STL né 3MF, ma un file STEP, riconoscibile dall'estensione .stp o .step. STEP è il nome con cui è conosciuta la norma internazionale ISO 10303, e sta per «Standard for the Exchange of Product model data». La scheda della Library of Congress lo descrive come un formato di scambio, che serve a trasferire i dati di un prodotto da un sistema informatico a un altro, ed è supportato dai principali programmi CAD.

Per la stampa 3D va bene quanto gli altri due, con una differenza: un modello CAD descrive le curve in forma matematica esatta, mentre i file STL e 3MF le approssimano con triangoli. Il file STEP è quindi il disegno di partenza, non una sua copia semplificata, e se il pezzo va modificato o adattato alla stampa è il più comodo. Molti dei nostri clienti che lavorano con il CAD ci mandano i pezzi in questo formato: il passaggio ai triangoli lo facciamo noi, quando prepariamo la stampa.

Cosa facciamo noi

Nel nostro laboratorio partiamo dal file che avete: STL, 3MF o STEP. Mandateci quello, insieme a due righe su che cosa deve fare il pezzo e, per un file STL, all'unità di misura. Il controllo e la riparazione del modello fanno parte della preparazione, che è lavoro nostro. E se un file non c'è, si può partire da zero.

Il file è solo il primo passo. Poi vengono la scelta del materiale e le impostazioni di stampa, che decidono aspetto, tempi e robustezza del pezzo.

Fonti: Library of Congress, Sustainability of Digital Formats, schede STL (STereoLithography) File Format Family 3D Manufacturing Format (3MF) e STEP-file, ISO 10303-21; fabbers.com, The StL Format; 3MF Consortium, 3mf.io, Why Use 3MF for Additive Manufacturing e 3MF Core Specification. Pagine consultate il 5 ottobre 2026.