E-MIKE NewsGuide, novità e approfondimenti su sicurezza sul lavoro, informatica, stampa e grafica, siti web e stampa 3D
E-MIKE News › Tech · Pubblicato il · di Michele Farina

Il NAS non è un backup

In molti uffici i dati stanno su un NAS con due o più dischi, e l'idea è che tanto basti a tenerli al sicuro. I dischi in più proteggono dal guasto di uno di loro. Da tutto il resto no.

Il NAS (dall'inglese Network Attached Storage) è un dispositivo di archiviazione collegato alla rete: un apparecchio con dentro i dischi, dove i file stanno in un unico posto e si raggiungono dai computer dell'ufficio. In molti NAS i dischi lavorano in RAID, una tecnica che distribuisce i dati su più dischi in modo che il guasto di uno non faccia perdere nulla.

Sono gli stessi produttori ad avvertire di non scambiare questa protezione per una copia di sicurezza. QNAP, produttore di NAS fondato a Taiwan, lo scrive in un articolo del proprio blog intitolato «RAID = Backup?»: il RAID non è un backup, protegge soprattutto dai guasti dell'hardware, e quello non è l'unico modo di perdere i dati. Western Digital, produttore statunitense di dischi e sistemi di archiviazione, la chiama la regola fondamentale.

Che cosa fa il RAID

RAID 1 con due dischi: se un disco si guasta i dati restano sull'altro; se un file viene cancellato sparisce da tutti e due
I nomi dei file sono di esempio. I due dischi contengono sempre le stesse cose, errori compresi.

Nella forma più semplice, il RAID 1, ogni dato viene scritto nello stesso momento su due dischi. Western Digital usa l'immagine di un impiegato con due quaderni aperti sulla scrivania: ogni riga scritta sul primo viene subito ricopiata sul secondo, e se un quaderno va distrutto resta l'altro. Con tre o più dischi esistono schemi, come il RAID 5, che ottengono un risultato simile occupando meno spazio.

Lo scopo è sempre lo stesso: se un disco si rompe, il sistema continua a funzionare e i dati non si perdono. È una protezione reale, e i dischi prima o poi si guastano. Ma riguarda solo quel caso.

Che cosa non fa

Il RAID protegge dal guasto di un disco; non protegge da file cancellati per errore, file rovinati, virus che cifrano i dati, furto del NAS, incendio o allagamento
L'elenco dei rischi è quello indicato dai produttori QNAP e Western Digital.

Il secondo quaderno ricopia tutto, anche gli errori. Un file cancellato per sbaglio sparisce da tutti i dischi nello stesso momento. Western Digital lo scrive in modo netto: un sistema RAID replica all'istante i file danneggiati su tutti i dischi, e non offre alcuna protezione contro i ransomware (i virus che cifrano i dati per chiedere un riscatto), le cancellazioni accidentali e i disastri.

L'elenco di QNAP aggiunge i file che si rovinano per un errore di memoria o un'interruzione di corrente, il furto dell'apparecchio, l'incendio, l'acqua rovesciata sul NAS. I dischi sono più di uno, ma stanno nello stesso apparecchio: ciò che lo colpisce li colpisce tutti. Per quanto sia resistente, osserva Western Digital nella sua pagina sul RAID, un sistema di questo tipo conta comunque come una sola copia dei dati.

Che cosa serve in più

Servono copie separate dal NAS. Western Digital rimanda alla regola 3-2-1; QNAP chiede almeno due copie dei dati, di cui una conservata fuori sede. Due cose, in particolare, il RAID non può dare.

La prima sono le versioni: una copia che conserva i file com'erano ieri, la settimana scorsa, un mese fa, e che permette di tornare a prima dell'errore o dell'attacco. L'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, nella guida per chi si occupa di informatica nelle piccole e medie imprese, avverte che in caso di ransomware un backup automatico rischia di salvare anche i dati già cifrati, e raccomanda di verificare le nuove copie prima di sovrascrivere le vecchie.

La seconda è la distanza. La stessa guida chiede che il backup sia conservato separatamente dai sistemi con cui si lavora, perché la compromissione degli uni non dia accesso anche all'altro. Una copia nell'armadio accanto al NAS non supera un furto né un incendio.

In questo disegno il NAS ha il suo posto. QNAP stesso indica come buona pratica tenere l'originale sul computer e una copia sul NAS. Il problema nasce quando il NAS è l'unico luogo in cui i dati esistono: in quel caso è l'originale, e una copia non c'è.

Come lo facciamo noi

Nell'articolo sul backup abbiamo raccontato di aziende clienti che si sono trovate computer, server e NAS cifrati nello stesso momento. In quei casi il RAID non poteva fare nulla: i dischi erano sani, erano i file a essere illeggibili. I dati sono tornati dalla copia fuori sede, grazie alle versioni precedenti all'attacco.

Come E-MIKE Tech affianchiamo al NAS il nostro servizio di backup in cloud, che copia i dati su datacenter italiani, cifrati, con il controllo dell'esito di ogni operazione e la possibilità di conservare più versioni. Su richiesta eseguiamo la prova di ripristino. Nella manutenzione periodica controlliamo lo stato dei dischi, e quando serve installiamo un gruppo di continuità, che protegge NAS e server da sbalzi di tensione e interruzioni di corrente.

Fonti: QNAP, RAID = Backup?, articolo del blog aziendale (la pagina riporta le date 4 marzo 2015 e 24 aprile 2020) e pagina Cos'è NAS?; Western Digital, RAID Storage Solutions e RAID 1 vs. RAID 5; Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Guida alla cybersicurezza aziendale per i professionisti IT (punto 7). Dalle fonti vengono le definizioni, ciò che il RAID protegge e non protegge e le indicazioni sul backup; i due produttori sono citati solo come fonte. Le considerazioni sul NAS come unica copia e i casi raccontati vengono dalla nostra esperienza. Pagine consultate il 5 ottobre 2026.